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BMW Connected: un’app tra presente e futuro

In casa BMW Italia è tempo di festeggiamenti. Ci sono infatti ben tre anniversari da celebrare in un colpo sono: i 100 anni di attività del Gruppo, che hanno portato anche all’evento Next 100 Festival di Monza, i 50 di presenza ufficiale del marchio nel nostro Paese e i 10 di attività del BMW Group Training Center di San Donato Milanese.

Quest’ultimo è poco conosciuto al grande pubblico ma svolge un ruolo strategico per il marchio su scala nazionale. Sviluppato su 3.500 metri quadri, ha 14 auto nelle quali si svolgono costantemente corsi di formazione e aggiornamento per tutto il personale. Ogni anno transitano qui in media 6.500 persone, dai tecnici ai manager, passando anche per la nuova figura del product genius, colui che nelle concessionarie aiuta i clienti a conoscere meglio modelli e tutte le loro caratteristiche, a partire dai dispositivi elettronici.

Proprio questi ultimi catalizzano l’attenzione se, invece che guardare al passato, si rivolge lo sguardo al futuro. Come a Monaco s’immaginano l’auto di domani è ormai chiaro: il loro manifesto programmatico è la BMW iVision Future Interaction, presentata a gennaio al CES di Las Vegas e ben lontana dall’idea di semplice mezzo di trasporto. Una macchina capace, per esempio, di supportare con la realtà aumentata chi volesse guidare ma dotata anche di tutta la tecnologia necessaria per la guida autonoma: grazie alla connessione a 360° con l’esterno rende possibile abbandonare il volante e dedicarsi a mail e videochiamate.

Tutto qui? Nemmeno per sogno: proiettandosi sempre più nel ruolo di fornitore di servizi hi-tech, che spaziano anche a margine della mera mobilità, BMW immagina un mondo interamente collegato, con auto, oggetti, ambienti e persone, tutti capaci di interfacciarsi e di dialogare con i dispositivi personali come smartphone, smartwatch e computer. Stiamo correndo troppo? Forse ci vorranno ancora diversi anni prima che questo scenario diventi popolare ma la realtà non è poi così diversa, ora che è stata lanciata la nuova app BMW Connected, porta d’accesso all’universo digitale ConnectedDrive della Casa. Disponibile per ora per iOS e a breve per Android, incrocia per esempio dati sul traffico con gli appuntamenti in agenda per suggerire gli orari di partenza e i percorsi, attingendo da diverse altre app per conoscere i gusti del guidatore e individuare magari i suoi particolari punti d’interesse. Con doti di autoapprendimento, l’app può segnalare inoltre condizioni di traffico anomalo sull’abituale percorso casa-ufficio prima ancora che ci si metta in macchina. Il navigatore è in grado anche di sincronizzarsi e di settarsi su destinazioni ricevute online da un Concierge Service e itinerari impostati nello smartphone, con il quale si può poi raggiungere la destinazione finale usando le indicazioni per i pedoni. Attraverso il telefonino si può anche controllare da remoto l’auto, aprendo o chiudendo all’occorrenza le sue porte, regolando la climatizzazione e comandando clacson e luci. E negli USA molte di queste funzioni possono essere già svolte anche stando a casa, utilizzando i comandi vocali, grazie all’integrazione di Alexa, l’assistente virtuale di Amazon.

Restando proprio al presente, non c’è come farsi un giro sull’ultima BMW Serie 7 per rendersi conto di quale sia poi l’attuale stato dell’arte a livello di assistenza alla guida da parte dei sistemi elettronici. Un primo assaggio? Rimanendo nel raggio di 300 metri dall’ammiraglia bavarese, chiusura centralizzata, fari e clima possono essere gestiti anche attraverso la chiave elettronica. Quest’ultima ha un display digitale dal quale si può telecomandare la macchina, standole accanto, in un parcheggio stretto, dopo averla appena allineata con l’imboccatura. In marcia, poi, telecamere, radar e sensori vari fanno sì che la berlinona tedesca sappia da sola mantenersi nella corsia di marcia, gestire la distanza di sicurezza e seguire chi la precede, frenando in autonomia e pure sterzando leggermente. Il tutto con grande naturalezza e a patto che si tengano giusto le mani sul volante. Quando l’avevo guidata la prima volta, su strade semideserte in Portogallo (qui trovate la prova scritta a suo tempo da Stefano Cordara, che era con me alla presentazione), mi aveva stupito soprattutto per la sua incredibile guidabilità. Riprovata adesso, in Tangenziale a Milano, la Serie 7 mi è apparsa in un’ottica diversa, pioniera di un’altro modo di affrontare il traffico e gli spostamenti. Presto ne vedremo delle belle e la mia utilitaria non mi è mai sembrata così obsoleta.

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