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Vita e opere di Ennio Morlotti

Il nome di Ennio Morlotti, si può annoverare fra quelli dei pittori famosi che hanno lasciato la loro impronta indelebile nel panorama artistico della pittura italiana ed internazionale.

Vita e formazione

Ennio Morlotti nacque a Lecco il 21 settembre 1910. Sette anni dopo entrò nel collegio Paolo Angelo Ballerini di Seregno, dove iniziò la sua istruzione. Vi rimase per cinque anni, quindi dovette iniziare a lavorare per aiutare la famiglia. Dal 1923 per diversi anni, il Morlotti lavorò presso un oleificio, un colorificio, come contabile ed infine in fabbriche meccaniche. Nacque fin da giovane la sua passione per la pittura.

Morlotti ed il talento artistico

Pur lavorando, il Morlotti trovò sempre il modo di studiare l’arte, dapprima quella classica attraverso le opere presenti nelle chiese e poi l’arte contemporanea. Riuscì ad iscriversi da privatista presso l’Accademia di Brera (1936) e poi riuscì anche ad iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove conobbe Felice Carena, un altro artista famoso. Studiando alcuni dei più famosi paesaggisti e ritrattisti della pittura classica riuscì a comprendere che il suo stile artistico stava subendo le influenze toscane. Decise quindi di tornare in Lombardia.

Si recò in Francia per conoscere i grandi movimenti espressionisti e del fauvismo ed i loro esponenti.

Ritornò all’Accademia di Belle Arti di Brera e si trasferì a Milano.

Il debutto e la pittura di Ennio Morlotti

Nel 1939 iniziò ad elaborare le sue prime opere ispirandosi a Guttuso, Birolli e Treccani. Nel 1945 tenne a Milano la sua prima esposizione personale.

Partecipò al Fronte nuovo delle arti, dopo esser tornato da un secondo viaggio in Francia (1947), ed entrò successivamente a far parte del Gruppo degli Otto di Lionello Venturi.

Vinse un premio alla terza edizione del Premio Spoleto (1955) che diede l’avvio alla sua carriera di affermato pittore italiano. Espose quindi nel 1962, alcune opere alla Biennale di Venezia dove fu premiato in parità con un altro pittore (Giuseppe Capogrossi). Espose ancora all’interno della sezione “Arte d’oggi nei musei”, nel 1964, nel 1972 e nel 1988. Nel 1992 fu invitato per la seconda volta alla Quadriennale di Roma, morì lo stesso anno di ritorno a Milano.

La pittura del Morlotti s’incentra soprattutto sulle nature morte, ma egli è anche un paesaggista ed in particolar modo rimase colpito dalle vedute di Bordighera. Si dedicò molto anche allo studio della luce e della figura, nonché alle proporzioni come in una continua ed instancabile ricerca della perfetta bellezza estetica.

 

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