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News Fiscali Settimana 26 – Anno 2019

Ufficiale: proroga dei versamenti al 30 Settembre

Finalmente è ufficiale. Il Decreto Crescita è stato convertito in Legge dopo l’approvazione della Camera e del Senato.

Tra le diverse disposizioni, quella che maggiormente interessa i Commercialisti riguarda la proroga dei versamenti delle imposte, originariamente al 1 Luglio 2019 (il 30 Giugno cade di domenica), spostata al 30 Settembre 2019 per i Contribuenti che applicano gli I.S.A. ed hanno ricavi inferiori al limite stabilito, per ciascun ISA, dal relativo decreto ministeriale di approvazione.

Ciò significa che i Commercialisti, ora, hanno più tempo per predisporre le Dichiarazioni dei Redditi e permettere ai Contribuenti di pagare le imposte senza eventuali ritardi o maggiorazioni.

Controversa è stata la questione della proroga anche per i Regimi Agevolati, non essendo esplicitamente richiamati nel Decreto. Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate, con un Comunicato stampa e la Risoluzione n. 64/E del 28 Giugno 2019 ha previsto la proroga anche per i regimi fiscali agevolati (Contribuenti Minimi e Forfettari).

Diritti camerali

I diritti camerali sono tributi dovuti alla Camera di Commercio per l’iscrizione al Registro delle Imprese o al R.E.A.

Il pagamento, in un’unica soluzione e non frazionabile, è dovuto entro il termine di versamento del primo acconto delle imposte sui redditi. E’ utile ricordare che la scadenza originaria, quest’anno al 1 Luglio 2019 (il 30 Giugno cade di domenica), con il Decreto Crescita, convertito in Legge a seguito dell’approvazione in Senato ed alla Camera, è stata prorogata al 30 Settembre 2019.

I soggetti tenuti al pagamento si possono riassumere nei seguenti:

  1. Ditte individuali;
  2. Enti Non Commerciali, purché iscritti al R.E.A.;
  3. Società (di persone e di capitali);
  4. Società con sede estera ma con unità locali in Italia.

Il pagamento può essere in misura fissa, oppure sulla base del fatturato, dichiarato ai fini IRAP. Il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico,  del 2015 ha stabilito, anche per il 2019, una riduzione del 50% dell’importo dovuto.

Tuttavia, nel Maggio 2017 un altro Decreto per il 2019 ha autorizzato l’aumento del Diritto Camerale del 20%, per il finanziamento di piano strategici.

Sono tenuti al pagamento in misura fissa, già comprensivo della riduzione del 50% e della maggiorazione del 20%, i seguenti soggetti:

Tipologie di soggetti
Importo dovuto
Importo da versare
Imprese individuali iscritte nella sezione ordinaria120,00120,00
Imprese individuali iscritte nella sezione speciale (piccoli imprenditori, artigiani,coltivatori diretti e imprenditori agricoli)52,8053,00
Società semplici agricole iscritte nella sezione speciale imprese agricole60,0060,00
Società semplici non agricole120,00120,00
Società di cui al comma 2 dell’art.16 del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 96 (società tra avvocati)120,00120,00
Soggetti iscritti soltanto al REA18,0018,00
Imprese con sede principale all’estero (per ciascuna unità locale/sede secondaria)66,0066,00

Per tutti gli altri soggetti, invece, il diritto camerale è commisurato al fatturato. Per individuare i dati da considerare, ci viene in aiuto una Nota del Ministero dello Sviluppo Economico.

Di seguito la tabella degli scaglioni di fatturato. A questi importi, si deve calcolare sia la maggiorazione del 20% che la riduzione del 50%. 

Scaglioni di fatturato da euro a euro

Misure fisse e aliquote

da 0,00 a 100.000,00

 Euro 200,00 (Misura fissa)

da 100.000,01 a 250.000,00

 Euro 200,00 + 0,015% della parte eccedente 100.000,00

da 250.000,01 a 500.000,00

 Euro 222,50 + 0,013% della parte eccedente  250.000,00

da 500.000,01 a 1.000.000,00

 Euro 255,00 + 0,010% della parte eccedente 500.000,00

da 1.000.000,01 a 10.000.000,00

 Euro 305,00 + 0,009% della parte eccedente 1.000.000,00

da 10.000.000,01 a 35.000.000,00

 Euro 1.115,00 + 0,005% della parte eccedente 10.000.000,00

da 35.000.000,01 a 50.000.000,00

 Euro 2.365,00 + 0,003% della parte eccedente 35.000.000,00

oltre 50.000.000,00

 Euro 2.815,00 + 0,001% della parte eccedente 50.000.000,00 (fino a un massimo di 40.000,00 euro)

 

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