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News Fiscali Settimana 30 – Anno 2019

In questa news settimanale ci concentreremo sulle principali detrazioni che molti contribuenti possono inserire inserire in Dichiarazione dei Redditi.

Detrazione spese universitarie

Sulla base di quanto indicato dall’art. 15, comma 1, lettera e) del TUIR, il Legislatore ha inserito nella Dichiarazione dei Redditi delle Persone Fisiche, la possibilità di detrarre le spese universitarie (statale e non statale) sostenute nel periodo d’imposta.

Tipologia di spese ammesse 

Come indicato dall’art. 15, comma 1 lett. e) del Tuir, il Legislatore ha previsto che «sono detraibili le spese per frequenza di corsi di istruzione universitaria presso università statali e non statali, in misura non superiore, per le università non statali, a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca da emanare entro il 31 dicembre, tenendo conto degli importi medi delle tasse e contributi dovuti alle università statali».

La detrazione spetta per le seguenti spese:

  • tasse di iscrizione ed immatricolazione;
  • tasse per esami di profitto e laurea;
  • la partecipazione ai test di accesso ai corsi di laurea, eventualmente previsti dalla facoltà, in quanto lo svolgimento della prova di preselezione costituisce una condizione indispensabile per l’accesso ai corsi di istruzione universitaria;
  • la frequenza dei Tirocini Formativi Attivi (TFA) per la formazione iniziale dei docenti istituiti, ai sensi del DM del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca n. 249 del 10 settembre 2010, presso le facoltà universitarie o le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica.

Tuttavia, la detrazione non spetta per:

  • i contributi pagati all’università pubblica relativamente al riconoscimento del titolo di studio (laurea) conseguito all’estero;
  • le spese relative all’acquisto di libri scolastici, strumenti musicali, materiale di cancelleria, viaggi ferroviari, vitto e alloggio necessarie per consentire la frequenza della scuola.

Limiti alla detrazione

Come si evince dalle istruzioni della Dichiarazione dei Redditi, per l’iscrizione alle Università statali non ci sono limiti da rispettare.

Pertanto, la detrazione spetta nella misura del 19% della spesa effettivamente sostenuta.

Diversamente, per le università non statali la detrazione è pari al 19% della spesa sostenuta, il cui importo non deve essere superiore a quanto indicato annualmente dal MIUR, tenuto conto degli importi medi delle tasse e contributi dovuti alle università statali nelle diverse aree geografiche.

Sulla base di quanto indicato poc’anzi, si precisa che con il Decreto Ministeriale del 2017 il MIUR ha individuato, suddividendo le facoltà per aree geografiche e tipologia di studio, il limite massimo di spesa che il Contribuente può considerare ai fini della detrazione e sul quale applicare il 19%.

Detrazione spese per asilo nido

Un’altra detrazione molto importante di cui si può beneficiare è la detrazione delle spese per asilo nido. In questo caso i genitori possono detrarsi il 19% delle spese sostenute nel periodo d’imposta per pagare le rette dell’asilo, nel limite massimo di € 632 l’anno per ogni figlio fiscalmente a carico. 

Il rimborso massimo dell’Irpef riconosciuto sarà quindi pari a 120 euro o in misura superiore in base al numero di figli. Ad esempio, nell’ipotesi in cui un genitore ha due figli fiscalmente a carico l’importo massimo detraibile è pari ad € 240 (19% * 1.264 = 240).

Tipologia di spese ammesse

La regola generale prevede l’applicazione del principio di cassa. Pertanto, la detrazione va divisa tra i genitori sulla base dell’onere da ciascuno sostenuto. Tuttavia, se la ricevuta è intestata ad uno dei due genitori o al bambino, la spesa è detraibile al 50% tra i genitori, salvo che di comune accordo si decida una percentuale di ripartizione diversa, da annotare sul documento.

Bisogna ricordare anche che è detraibile una spesa sostenuta per i figli di età tra i 3 mesi ed i 3 anni, senza distinguere tra asilo nido pubblico e privato. Ciò significa che soltanto le spese sostenute per i figli entro una certa età sono detraibili; inoltre, a differenza di quanto previsto per la detrazione delle spese universitarie, di cui si è detto poc’anzi, non c’è differenza una spesa sostenuta per un asilo nido pubblico o privato.

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