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Banche centrali, perché per i mercati sono così importanti le loro decisioni?

Quando si riuniscono i comitati di politica monetaria della banche centrali, questi appuntamenti vengono segnati con il classico circoletto rosso sui calendari economici degli investitori e delle società di gestione, in special modo quelli che operano in ambito valutario.

Il ruolo delle banche centrali

Banche centraliE’ accaduto di recente per la Federal Reserve, ma succede anche ogni volta che si riunisce la BCE oppure la Bank of England. In questi casi sui mercati c’è una certa fibrillazione, e chi sa cos’è la volatilità dei mercati, la vede inevitabilmente crescere. Ma perché è così importante la politica monetaria per l’andamento dei rapporti di cambio?




Le banche centrali sono chiamate a garantire l’equilibrio dei conti di una Nazione, e per farlo hanno diverse armi che sostanzialmente muovono la liquidità presente sul mercato e i prezzi. I meeting dei comitati interni (quelli che prendono tali decisioni) si svolgono con cadenza più o meno mensile, diciamo 35-45 giorni. Queste riunioni decidono – ciascuna banca per la propria area di competenza – come muovere i tassi di interesse. Possono decidere di lasciarli invariati, di aumentarli o abbassarli. Le conseguenze di queste decisioni sono estremamente importanti per i riflessi che hanno sulla valuta dell’economia cui fa riferimento. E di conseguenza per gli investitori.

Le conseguenze di una manovra sui tassi

Di norma l’aumento dei tassi di interesse avviene quando l’economia vive una fase molto positiva, si vuole evitare un suo surriscaldamento e si vuole contenere l’inflazione. Quest’ultima, se diventa troppo alta finisce per abbattere il potere di acquisto delle famiglie, che in altre parole sono costrette a spendere un po’ di più per acquistare gli stessi beni e servizi di prima. Quando le banche centrali alzano i tassi, rendono più complicato il ricorso al credito in quel paese. Di conseguenza la liquidità diminuisce, così come consumi e investimenti interni. Tuttavia gli investitori esteri vengono incoraggiati dai rendimenti più alti dei titoli di Stato di quel paese, e così si assiste a forti acquisti di valuta. L’afflusso di capitali quindi fa apprezzare il cambio e la forza della valuta spinge al ribasso l’inflazione, perché vengono a costare di meno petrolio e materie prime (che sono denominati in dollaro). La conseguenza è positiva per le importazioni (costano meno) e negativa per per le esportazioni (che costano di più).




Questo effetto a catena avviene anche – ma in senso inverso – quando una banca centrale taglia il tasso di interesse. In questo caso l’economia riceve uno stimolo, il cambio si deprezza e l’inflazione cresce. Anche l’inflazione troppo bassa, infatti, è pericolosa per una economia. L’inflazione troppo bassa comporta che le imprese sono costrette ad abbassare i prezzi per un calo della domanda, devono tagliare i costi e ridurre gli investimenti, con la conseguente riduzione di posti di lavoro e dei salari che fanno diminuire ancora la domanda di beni e servizi e così via. Si genera così una spirale che conduce inevitabilmente alla crisi.

Decisioni e conseguenze

Per quanto detto, si comprende allora come mai per investitori e società di gestione, le decisioni di politica monetaria sono appuntamenti da “circoletto rosso”. Basta aprire una qualunque piattaforma forex italiana per vedere gli eventi clou indicati settimana dopo settimana. Quasi sempre si tratta di meeting delle banche centrali. Si tratta di appuntamenti di estrema importanza, così come lo sono le dichiarazioni di accompagnamento. In esse infatti le banche centrali spiegano la loro visione d’insieme dell’economia e come vedono le prospettive future.

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