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Chirurgia Maxillo-Facciale: appuntamento il 18 Maggio con il Dott. Giuseppe Spinelli

Cosa sono i disordini cranio mandibolari? Qual’ è il percorso diagnostico e terapeutico ed il trattamento chirurgico delle patologie dell’articolazione tempero-mandibolare?

L’appuntamento è il 18 maggio 2019 con il Dott. Giuseppe Spinelli, chirurgo maxillo-facciale e Direttore del reparto di Chirurgia Maxillo Facciale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi Firenze, che illustrerà tutto ciò che serve sapere sul trattamento chirurgico della disfunzione dell’articolazione temporo-mandibolare.

Tale trattamento fa parte della branca della chirurgia maxillo-Facciale ,per cui solo il chirurgo maxillo-facciale in quanto specialista di chirurgia oro-Maxillo-Facciale ha la competenza di eseguire interventi chirurgici di questo tipo, condotti in sala operatoria e che possono prevedere l’anestesia generale.

I trattamenti mini invasivi, quali l’artrocentesi , con infiltrazione di acido Ialuronico posso essere effettuati in ambulatorio, le operazioni più complesse che non possono essere effettuate in un normale studio dentistico perché sono di maggiore durata rispetto ad altri interventi di chirurgia orale e comportano un maggiore rischio clinico, a causa della vicinanza a zone delicate e strutture nervose e vascolari Dunque, è fondamentale la possibilità di prescrivere un ricovero con uno o più giorni di degenza.

L’articolazione temporo-mandibolare è una zona molto delicata che può incorrere nell’insorgenza di disturbo o anomalie del funzionamento, le quali comportano forti dolori e in alcuni casi richiedono un trattamento di tipo chirurgico.

La sindrome di Ehlers-Danlos o Marfan può provocare ad esempio una dislocazione mandibolare, un disturbo della zona temporo-mandibolare abbastanza frequente che può verificarsi anche a seguito di traumi o crisi epilettiche.
In caso di dolore della regione temporo-mandibolare e’ indicato rivolgersi al chirurgo maxillo-facciale per una visita specialistica, così da poter impostare una terapia per ridurre i sintomi e ripristinare le funzionalità dell’articolazione che consentono di aprire e chiudere correttamente la bocca.

Oltre ad alleviare l’infiammazione e il dolore, è possibile in questo modo ridurre la possibilità che si verifichi nuovamente una dislocazione/ lussazione che comporterebbe un’ulteriore aggravamento del disturbo.

Non è sempre facile individuare i sintomi che caratterizzano il malfunzionamento dell’articolazione temporo-mandibolare, dunque di solito è l’odontoiatra che consiglia una visita specialistica dal chirurgo maxillo-facciale qualora rilevasse l’ipotesi di un trattamento specifico di tipo chirurgico e non solo.

È infatti solo attraverso una visita accurata che il chirurgo maxillo-facciale può effettuare una corretta diagnosi ed indicare la tipologia di trattamento più idonea a migliorare il disturbo e ridurre i sintomi. Di solito la visita prevede la prescrizione degli esami radiologici, in primis, la risonanza magnetica a bocca aperta e chiusa in scansioni assiali , coronali e sagittali.

In seguito, verranno date indicazioni al paziente su come comportarsi nei giorni successivi all’intervento e verrà prescritta una terapia per diminuire il dolore e controllare eventuali complicazioni, così da monitorare il decorso postoperatorio fino alla completa guarigione.

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