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Come si è evoluto il rapporto tra paziente e psicologo ?

Qualsiasi individuo può incontrare nella sua vita ostacoli di natura psicologica che possono emergere estemporaneamente in qualunque momento del suo percorso esistenziale. I disturbi della personalità vengono talvolta registrati già nell’adolescenza che è un periodo formativo fondamentale per la crescita di un ragazzo per il fatto che accende le prime relazioni col prossimo. E’ notorio che a quell’età la società e i suoi valori siano rappresentati dai compagni di scuola e in generale dagli amici coi quali si apre un dialogo costruttivo o in talune sfortunate circostanze del tutto fuorviante. Posto che qualsiasi malessere psicologico accompagna la quotidianità di chi lo subisce, è assolutamente impensabile, se non per brevi periodi di tempo, convivere con sensazioni negative che inficiano qualsiasi azione e progetto. E’ proprio nel momento in cui ci si accorge che la problematica per così dire dello spirito prevale sulle reazioni dell’individuo che la contrasta che risulta improcrastinabile l’appuntamento con uno psicologo preparato. Talvolta si ha un naturale pudore a confessare la scelta di dialogare con tale professionista poichè viene erroneamente vista come una manifestazione di debolezza. In realtà per tutti coloro che hanno avuto per destino dei conflitti interiori si ha la chiara coscienza che nessuno, a prescindere dalla sua forza di volontà, possa superare individualmente certi problemi. Pertanto l’intenzione di aprire un dialogo con un consulente finalizzato all’individuazione di una strada da percorrere per uscire fuori dal tunnel di una problematica non è affatto motivo di vergogna.

Esiste una evoluzione del rapporto psicologo/paziente ?

Possiamo certamente sostenere che l’unico elemento innovativo che contraddistingue rispetto al passato la relazione professionale che intercorre tra lo psicologo e i suoi pazienti sia costituito dal mezzo attraverso cui concretare il loro dialogo. In particolare mentre prima la terapia era sviluppata sempre all’interno dell’ufficio del professionista, ora la stessa può essere gestita anche a distanza grazie all’utilizzo di internet. L’uso più diffuso di Skype o altri strumenti che consentono videochiamate ha dato l’opportunità di seguire un paziente senza la necessità di una sua presenza fisica nel proprio studio professionale. Il che giustifica la moderna espressione psicologo online che altro non indica che tale figura professionale è in grado oggi di gestire e curare i propri pazienti attraverso il web. Non è un caso che si registra negli ultimi anni un massiccio proliferare di siti internet che pubblicizzano l’attività di terapeuti. Può capitare di imbattersi sulla rete, alla ricerca di uno psicologo, in vetrine virtuali laddove addirittura un team di esperti del settore si mette a disposizione del futuro cliente per la soluzione di problematiche di natura psicologica. Pare peraltro che i pazienti apprezzino tale modalità dal momento che dà loro la possibilità di trovarsi comodamente in un luogo senza il timore di disattendere l’appuntamento per un estemporaneo inconveniente.

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