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Eni, l’AD Claudio Descalzi: l’Hpc5 ci proietta nel futuro dell’energia

Innovazione tecnologica a servizio della sostenibilità energetica: l’AD di Eni Claudio Descalzi presenta il supercalcolatore Hpc5.

Claudio Descalzi, AD Eni

Eni inaugura il nuovo supercomputer Hpc5: le dichiarazioni dell’AD Claudio Descalzi

“Oggi Eni inaugura un’infrastruttura di supercalcolo dalle caratteristiche uniche al mondo in ambito industriale, in grado di potenziare e perfezionare ancora i più complessi processi aziendali a supporto delle attività delle persone Eni, accelerando il nostro processo di digitalizzazione e trasformazione”: sono sufficienti le parole dell’AD Claudio Descalzi per intuire il valore del progetto che ha portato il Gruppo a realizzare il più potente computer al mondo in ambito industriale. Intervenendo all’inaugurazione lo scorso 6 febbraio presso il Green Data Center di Eni in provincia di Pavia, l’AD ne ha evidenziato in particolare l’apporto in relazione al percorso di transizione energetica intrapreso da tempo: “È un ulteriore passo avanti verso il traguardo globale che condividiamo con i partner tecnologici e di ricerca: rendere le energie di domani una realtà sempre più vicina”. Come ha ricordato Claudio Descalzi, compito di Eni è anche “ridurre le incertezze” e in questa prospettiva l’azienda negli ultimi sei anni è cresciuta significativamente, “in tutta la parte di calcolo e non solo in quella”.

Claudio Descalzi: Hpc5, il supercalcolatore Eni è il più potente al mondo in ambito industriale

“Tutto il mondo che riguarda la nostra attività è un mondo che è fatto di numeri, un mondo che non si vede” ha quindi spiegato l’AD Claudio Descalzi: “La modernizzazione che ci riguarda è particolarmente complessa perché non è risolvibile in modo analitico. Se non hai capacità di calcolo non hai la capacità di descrivere dove se e dove andrai”. Il supporto dell’Hpc5 è notevole: il nuovo supercalcolatore affiancando il sistema precedente (HPC4) ne triplica la potenza di calcolo portandola da 18 a 52 PetaFlop/s, pari a 52 milioni di miliardi di operazioni matematiche svolte in un secondo. Claudio Descalzi ha ribadito inoltre come al progetto abbiano collaborano il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), il Politecnico di Torino, il Massachusetts Institute of Technology (MIT), la Stanford University, insieme ai partner tecnologici, Dell Technologies, Intel e Nvidia: “In questi sei anni di difficoltà per il mondo energetico l’Eni è salita esponenzialmente nelle capacità di calcolo e ha aumentato il numero dei progetti di ricerca. Il time to market dalla ricerca alla messa in pratica è di tre anni e tutti quelli che fanno ricerca sanno che è impossibile. La più grande risorsa per l’Eni quando è nata è stato il gas. In questo momento la più grossa risorsa è la ricerca scientifica, la tecnologia e le competenze”.

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