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L’incompiuta compiuta.

Pubblicata l'edizione critica di "Artemisia", l'ultima, grande opera di Domenico Cimarosa.

Un graditissimo regalo di Natale è quello donato alla cultura, alla storia della musica e del teatro d’opera dall’Accademia Lirica Toscana “Domenico Cimarosa” che, proprio qualche giorno fa, ha pubblicato l’edizione critica dell’ultima opera composta da Domenico Cimarosa prima di morire: Artemisia. Il lavoro fu commissionato al musicista dall’impresario del teatro La Fenice di Venezia, Alberto Cavos, per la stagione di Carnevale del 1801. Il libretto del lavoro, catalogato dal suo autore come «Dramma tragico per musica in tre atti» fu ideato e composto dal conte Gianbattista Colloredo che lo firmò con lo pseudonimo arcade di Cratisto Jamejo. Artemisia avrebbe dovuto debuttare il 27 gennaio 1801, come prima opera in cartellone per quella stagione, ma per una serie di eventi avversi, puntualmente ricostruiti nell’edizione tramite il rinvenimento e lo studio di documentazione fino a oggi inedita, quali l’arrivo dei cantanti in ritardo a Venezia e, soprattutto, la morte prematura del compositore (avvenuta l’11 Gennaio), Artemisia slittò a seconda opera della stagione, sostituita all’ultimo momento da un’opera preesistente di Johann Simon Mayr, Gli Sciti. Il dramma di Cimarosa/Colloredo venne portato in scena, dopo diverse traversie, il 17 gennaio, mancante del terzo atto che il compositore non riuscì a musicare (o forse non volle farlo).
Simone Perugini, curatore dell’edizione critica dell’opera, ha ricostruito nella Prefazione storico/metodologica che anticipa la partitura tutti i passaggi che portarono, dopo mille peripezie, all’allestimento dell’incompiuto lavoro. La ricostruzione storica delle vicende è stata resa possibile grazie al ritrovamento di documenti inediti (tra i quali uno, fondamentale: una lettera autografa scritta da Cimarosa ai figli il 3 gennaio di quell’anno e nella quale il maestro aversano descrive ai familiari la propria situazione lavorativa).
La pubblicazione di Artemisia rappresenta un punto fondamentale nella storia della riscoperta della musica e del teatro di Domenico Cimarosa. «Un lavoro di ricostruzione e di collazione di documenti gigantesco, durato quasi tre anni», ci racconta Perugini, «durante i quali ho avuto la straordinaria opportunità non solo di entrare nell’intimità umana del grande compositore – attraverso lo studio dei documenti inediti che sono serviti per l’edizione – ma anche di riportare alla luce un’opera colossale, di suprema bellezza, in cui Cimarosa impiega cantanti solisti, due masse corali e un’orchestra molto ampia. Artemisia è un’opera in cui, senza alcun dubbio, Cimarosa sembra dettare la strada ai compositori che verranno dopo di lui, attingendo costantemente a una scrittura musicale densa, drammaturgicamente rilevantissima e graziata da momenti lirici di toccante e suprema bellezza».
L’edizione critica di Artemisia è ora disponibile in partitura (due volumi che comprendono una Prefazione storico/metologica, la partitura dei due atti e una serie di Appendici) e nella sua riduzione per Canto e Pianoforte (in un unico volume). Le parti orchestrali sono acquistabili direttamente presso l’Accademia Lirica Toscana “Domenico Cimarosa”.

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