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Mercati, dopo la “negazione” è partita la corsa per superare le 5 fasi della crisi

La crisi economica innescata dalla pandemia è durissima e probabilmente avrà degli effetti a lungo termine. La buona notizia è che – a differenza di quella del 2008non ha avuto origine dai mercati finanziari, e quindi questi ultimi stanno riprendendo quota con maggiore agilità. Al punto che nella “teoria delle fasi del lutto”, siamo già nella quarta e penultima fase.

Le fasi della crisi nell’ottima dei mercati

La teoria del lutto espone il processo – principalmente psicologico – che viene sperimentato dagli individui durante gli eventi più difficili della propria esistenza. Questo percorso passa per 5 fasi, che partono dalla negazione dell’evento, e passano per rabbia, contrattazione, depressione e infine accettazione. Questa teoria è perfettamente aderente anche alla situazione vissuta dai mercati durante la pandemia di coronavirus.

Dalla negazione al panico

Infatti all’inizio i mercati hanno sperimentato una fase di negazione evidentissima. Per giorni siamo stati bombardati di notizie in arrivo dalla Cina, dove il virus si stava diffondendo. Eppure abbiamo continuato a vivere la situazione come se fosse impossibile che il Covid giungesse sino a noi. Hanno fatto così anche i mercati, che per giorni hanno continuato ad aggiornare i record, come se la fase di bull market fosse destinata a continuare in eterno. Neppure il lockdown cinese li ha fermati, con i prezzi delle azioni ben al di sopra delle loro medie mobili. Solo quando sono stati toccati gli USA, i mercati hanno superato la fase di negazione.

Ed è subentrata la seconda fase: rabbia. Nel caso degli esseri umani questo termine è appropriato, nel caso dei mercati è forse più corretto parlare di paura o panico. E infatti sono tutti fuggiti dagli asset rischiosi, a cominciare dagli Hedge Funds più grandi al mondo. Le materie prime – petrolio su tutte – sono sprofondate, oro e dollaro sono schizzati alle stelle, ma soprattutto le Borse hanno invertito repentinamente rotta, passando dalla fase “toro” alla fase “orso”.

La discesa in campo delle banche centrali

La terza fase, quella di contrattazione, riguarda il modo di affrontare la nuova situazione. La pandemia ha convinto le banche centrali a scendere in campo con interventi massicci per stimolare l’economia. I mercati hanno reagito a questi interventi cercando di valutare gli sviluppi possibili. In questo senso tale fase si è mescolata con quella successiva, la depressione. Si intende cioè l’aggiustamento dei prezzi degli asset per rispecchiare la nuova realtà, via via che lo scenario attuale si chiarisce.

Il prossimo passo è quello della accettazione, ovvero si prende atto che è tutto cambiato, e si ricomincia. Ciò avverrà quando i mercati percepiranno l’uscita dal tunnel della crisi, cominciando a prezzare la fine della stessa. Purtroppo ancora non ci siamo entrati, e ci vorrà un po’ di tempo per farlo.

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